L’INVENZIONE SCENICA NELL’EUROPA BAROCCA

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a1n19tor1Fano (PS) – Giacomo Torelli. L’invenzione scenica nell’Europa barocca, è il titolo della mostra dedicata all’architetto-scenografo del Seicento allestita a Fano, sua città natale.
Dopo tanti anni di attesa – affermano gli organizzatori: Comune di Fano, in collaborazione con la Regione Marche e Provincia di Pesaro e Urbino – si realizza una mostra sull’attività del celebre fanese.
a1n19tor2Fino al 30 settembre resteranno esposti documenti d’archivio, incisioni originali, disegni, modelli, costumi e dipinti relativi all’attività svolta dal Torelli a Fano, Venezia, Parigi e alla costruzione del Teatro della Fortuna (Fano, 1677).
Il taglio metodologico della mostra – spiega il curatore, Francesco Milesi – è orientato verso un approccio multidisciplinare, intendendo affrontare il “fenomeno europeo Torelli”, sotto tutte le angolazioni possibili, e coinvolgendo la totalità delle discipline ad esso afferenti (architettura teatrale, scenografia, scenotecnica, musicologia, storia del balletto, storia del costume teatrale, ecc.). Si tratta di una mostra che vuole ripercorrere, attraverso l’esposizione della documentazione disponibile e reperibile, la lunga ed importante attività di Giacomo Torelli, innovatore dell’architettura teatrale e scenica dell’Europa barocca.
a1n19tor3L’esposizione, realizzata con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e, tra gli altri, dei Comuni di Parigi e di Venezia, e con la collaborazione straordinaria della Bibliothèque Nationale de France, è suddivisa in cinque sezioni e si sviluppa attraverso dieci sale, allestite negli spazi della ex scuola Luigi Rossi.
Dal primo periodo fanese di Torelli (1604-1640), con l’esposizione di dipinti e documenti d’archivio inediti relativi alla vita e agli allestimenti (alla “Sala della Commedia”, nei palazzi privati e, nel 1637, gli intermezzi del Filarmindo di Rodolfo Campeggi), si passa al periodo veneziano (1641-1644). In questa seconda sala sono presenti documenti relativi al Teatro Nuovissimo e ai melodrammi La finta pazza, Bellerofonte La Venere Gelosa e Deidamia. Il periodo veneziano del Torelli si conclude Ulisse errante, rappresentato presso il teatro dei SS.Giovanni e Paolo.
a1n19tor4La terza sezione contiene il periodo parigino (1645-1661), con la riedizione della Finta pazza, al Petit Bourbon, ristrutturato proprio da Torelli e dotato di quelle “macchine” e “ingegni” che lo avevano reso famoso in tutta Europa. E l’ammodernamento del Palais Royal, dove rappresenta l’Orfeo – composto appositamente su ordine del cardinale Mazarino da Luigi Rossi e Francesco Buti – alla presenza del giovane re Luigi XIV. A Parigi Torelli, definito “Grand Sorcier” (grande stregone) di Luigi XIV, allestisce, nel 1654, al Petit Bourbon le famosissime Noces de Pèlee et de Thétis. Questa rappresentazione è documentata da una edizione in-folio contenente 10 illustrazioni di L. Silvestre e P. Francart, da numerosi disegni preparatori attribuiti a Torelli, dalle musiche del balletto e da 73 disegni acquerellati riproducenti i costumi di scena. Tra i grandiosi lavori del periodo parigino il Ballet de la nuit, del quale restano i 119 disegni acquerellati riproducenti i costumi.
La quarta sezione è dedicata al ritorno a Fano e alla costruzione del Teatro della Fortuna, uno dei migliori esempi in Europa di teatro barocco.
a1n19tor5Numerosi sono i disegni e le incisioni che documentano nei minimi particolari la struttura architettonica e scenotecnica del teatro torelliano. Tra l’altro, restaurate in occasioni di questa mostra sono esposte le quattro statue lignee (Giunone, Minerva, e le raffigurazioni della Pittura e dell’Architettura) che ornavano il boccascena del teatro.
La quinta sezione riguarda l’inaugurazione del Teatro della Fortuna, nel 1667, con Il trionfo della Continenza considerato in Scipione Affricano, documentata oltre che dalla musica e dai libretti, da sei disegni acquerellati di Giacomo Torelli (conservati a Monaco e Roma) e tre grandi tele dipinte a tempera del XVIII secolo, raffiguranti le riproduzioni di tre scene del dramma musicale.