GIORNATE SEMIFINALI Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche
“Dante Cappelletti” 2008 – quinta edizione
ROMA - KOLLATINO UNDERGROUND 22 – 23 novembre 17 progetti di spettacolo proposti in forma di studio scenico sabato 22 novembre ore 11:00 Salat/Preghiera Zeitgeist/Stefano Taiuti ore 11:40 Ella di H. Achternbusch Valentina Capone ore 12:20 Tre passi sulla luna Fortunato Cerlino ore 13:00 Storia di un teatro Le Sirene ore 13:40 Non è più un mare per tonni Gaspare Balsamo ore 17:00 TeleAriana Teatrino della neve ore 17:40 Un grande sogno italiano Tatiana Olear ore 18:20 Delirious New York OHT ore 19:00 La tana della tigre Progetto Target ore 19:40 Si l’ammore no amnesiA vivacE/Kataklisma domenica 23 novembre ore 11:00 Sul confine Gabriele Di Luca - Massimiliano Setti ore 11:40 L'histoire de ma mort. Preparativi per la scena madre Bubamara Teatro ore 12:20 Immobili Giulio Costa ore 13:00 Unbalance Michela Minguzzi ore 13:40 Betrayal trauma Giano – Gramigna_ct ore 17:00 Mitigare il buio fuori Francesca Sangalli ore 17:40 Installazione per corpi-bomba Alexsandro Araujo Guerra sabato 22 novembre
ore 11:00
Salat/Preghiera
presentato da Zeitgeist/Stefano Taiuti ideazione e regia Stefano Taiuti con Reda Brissel (Fr), Stefano Taiuti disegno luci Gianluca Cappelletti video Roberto Nieddu Salat è uno spettacolo sulla preghiera. Ci sono le azioni, e il significato delle azioni. Ci sono il corpo in preghiera, il testo della preghiera, il suono della preghiera ed il suo significato. C’è il contesto della preghiera, lo spazio ed il tempo esterni in cui si svolge la preghiera, e ci sono lo spazio ed il tempo interni che la preghiera evoca ed apre. C’è la realtà e c’è l’immagine. E ci sono due culture, quella araba, nella forma che maggiormente la determina, l’islam, e quella europea/occidentale, nella forma che più la caratterizza, l’immagine televisiva. Nello spazio esterno il semplice accostamento dei due mondi sembra stridere e minacciarsi, invadersi e negarsi. Nello spazio interno invece, scavalcate le immagini dalla realtà del corpo che le sostituisce, i due mondi ritornano uno, risuonando in accordo. Fondando il proprio giudizio sull’immagine il mondo arabo e l’Occidente non possono che spaventarsi a vicenda. Stefano Taiuti, al contrario, crede che possano a un livello più profondo integrarsi e arricchirsi immensamente. ore 11:40
Ella di H. Achternbusch
presentato da Valentina Capone con Valentina Capone, Elisa Cuppini regia di Valentina Capone partitura fisica di Elisa Cuppini percorso sonoro di Patrizia Mattioli Ella di Herbert Achternbusch ha nel testo una capacità di essere disarmati, una capacità di essere nelle cose, nelle esperienze, senza chiedersi se siano state giuste o sbagliate, o, forse, senza potersi porre il problema, perché, comunque, è andata così. Una scala di valori nella quale non è detto che la morte sia un peso, o che la vita sia un peso, c’è la capacità di accettare. "Ma io non sono venuta al mondo intelligente solo per le gran botte, soltanto per le gran botte sono diventata scema”. Ella prende spunto da un modello esistente, la zia dell’autore, la si immagina come qualcuno che ci è caro e che da qualche parte si custodisce ancora dentro, e a volte basta un niente per riportarlo indietro. Tragedia ed Ironia insieme, talmente tragica da doversi per forza rifugiare in una specie di sorriso. È una confessione necessaria, dolce e feroce, perché non risparmia nulla. Ella Capone non ha età e non ha neppure sesso. È un farsi guardare. ore 12:20
Tre passi sulla luna
presentato da Fortunato Cerlino con Andrea Calbucci, Nunzia Schiano, Valentina Valsania scritto e diretto da Fortunato Cerlino collaborazione alla regia Valentina Rapetti musiche dal vivo Roberto Cardone Tre passi sulla luna è un progetto drammaturgico di Fortunato Cerlino, che prevede tre microdrammi tra loro collegati. I personaggi sono gli stessi, un uomo, la sua compagna e una donna loro vicina di casa. I tre protagonisti attraversano tre diverse fasi della loro vita legate al tema dell'unione e della separazione. Il primo atto è “La parabola”. Narra l'entrata in casa della coppia novella sposa. Lei teme di entrare nell'abitazione, e ne resta fuori ancora con indosso il vestito della cerimonia. Il secondo atto, “La legge della zanzara”, presenta un frammento della vita quotidiana della coppia una volta in casa. In particolare si sofferma sul tema del lavoro in relazione ai sogni per il futuro. Il terzo frammento porta il titolo dell'intero progetto “Tre passi sulla luna” e narra della morte della vicina di casa. In una notte surreale, fino all’alba, i due giovani parlano della loro vita, e dialogano anche con la donna morta, che ha deciso “... vado a fare tre passi sulla luna”. ore 13:00
Storia di un teatro
presentato da Associazione culturale Le Sirene di Giovanni Greco con Catia Castagna, Giorgia Celli, Alessandra Mortelliti, Maria Cristina Zerbino, Filippo Lange, Giovanni Greco e la partecipazione di Alessia Esposito, Edoardo la Rosa musiche Giulio Candiolo, Patrizia Conversi regia Giovanni Greco Storia di un teatro nasce come un istant book, cioè come un progetto che cova da anni, che è la somma di tanti progetti abortiti, immaginati, rimandati, e che si concretizza sull’onda di un’emozione e di una mobilitazione contingente: la chiusura di un piccolo teatro alla periferia di una grande metropoli, la fine di una storia lunga, contraddittoria e insieme entusiasmante, l’inizio forse di un’altra storia ai confini tra la realtà e l’incubo, la continuazione di un conflitto senza fine. Un progetto che nasce da una comunità sconfitta, che tante battaglie ha portato avanti insieme, con l’idea di raccontare una storia vera, documentata, ma anche di tracimare su un piano surreale, paradossale e cioè che quella chiusura sia l’inizio della chiusura di tutti i teatri della città, della regione e poi dell’intero paese (se non del mondo), alla quale seguiranno la chiusura delle biblioteche, dei cinema, dei musei, finché tutti gli abitanti di quei luoghi andranno in clandestinità, si daranno nuovi codici e nuove forme, verranno sepolti chissà per quanto per poi risorgere… ore 13:40 Non è più un mare per tonni presentato da Produzionepovera/Gaspare Balsamo di e con Gaspare Balsamo luci Giuseppe Pesce costumi Flavia Castro Visito gli stabilimenti distrutti e abbandonati della vecchia tonnara di S. Giuliano a Trapani. Qui tutto è cadente, rovina e abbandono. Accanto a questo luogo ormai discarica di munnizza/merce contemporanea, sorge un centro commerciale magazzino di merce/munnizza contemporanea. Dentro questo luogo oggi si consuma prostituzione. Vado via, ripercorro in macchina la strada via mare, la stessa in cui un tempo giocavo a trovare il punto grazie all’odore del tonno che oggi non si sente più… ore 17:00 TeleAriana presentato da Teatrino della neve di Walter Sabato con Walter Sabato e Marta Padovani Lo spettacolo è strutturato su due piani paralleli: il video e la scena. Il primo si sostanzia attraverso l’installazione di alcuni monitor-televisori nella sala, ai lati delle sedie (o in altre posizioni visibili anche a distanza), cosicché gli spettatori possano alternare lo sguardo dalla scena al monitor, durante tutto lo spettacolo. Questo allestimento intende rievocare il piano, predisposto per Hitler dall’ingegnere Walter Burch, per la diffusione di televisori in tutte le case tedesche (programma, di cui abbiamo avuto notizia il 22 ottobre 2008). Il video mostrerà filmati e animazioni originali (quasi cartoon), come ironici spot pubblicitari muti, di prodotti utili per ottenere un corpo che sia il più simile possibile all’ideale ariano. Ecco allora i frutti della ricerca e della sperimentazione medica (su cavie umane): shampoo e lozioni schiarenti per avere capelli biondi, colliri miracolosi per azzurrare gli occhi, speciali attrezzature per allungare i corpi in fase di sviluppo ed essere più alti, creme per schiarire la pelle, pillole per migliorare la performance sessuale... ore 17:40 Un grande sogno italiano presentato da Tatiana Olear di Tatiana Olear e Matteo Salimbeni regia di Tatiana Olear con Dijana Pavlović e Nicola Ciammarughi Questo progetto nasce come un’indagine psicologica sulle ragioni che portano persone normali a commettere i cosiddetti “delitti passionali”. S’ispira a una serie di fatti di cronaca recente che quasi sempre hanno visto come protagonisti gli uomini d’arma: carabinieri, poliziotti, militari. Quello che ci ha particolarmente colpito è il fatto che gli uomini dopo aver ucciso, quasi sempre con l’arma di ordinanza, la propria moglie, l’amante o la fidanzata, si denunciano. E che le motivazioni e le dinamiche che li portano a commettere il delitto non vengano quasi mai chiarite. Un altro tema importante, al quale il nostro gruppo (di per sé internazionale) ha già dedicato altri lavori, è l’incontro e il confronto tra le persone appartenenti a nazioni e culture diverse, nonché le attrazioni, i conflitti e i malintesi che ne derivano. ore 18:20 Delirious New York presentato da OHT Office for a Human Theatre di Rem Koolhaas regia di Filippo Andreatta cura attorale Francesca Bucciero con Filippo Andreatta, Francesca Bucciero, Chiara Caimmi, Sara Ricci, Alberto Spagone Nel 1626 il sig. Minuit, compra l’isola di Manhattan per 24$; un affare strepitoso considerando l’attuale valore dell’isola, una frode magnifica se si considera che l’indiano proprietario dell’isola era lì solo di passaggio. È tutto qua, una transazione che svela Manhattan come luogo mitico dove la frottola si declina in mito. La Manhattan di Rem Koolhaas cela una teoria inespressa, il Manhattismo il cui programma è di vivere in un mondo interamente fabbricato dall’uomo. È la forza del pensiero l’unica colla per episodi urbanistici realisticamente inconciliabili. Delirious New York è uno script cinematografico prestato all’architettura, dove l’autore racconta la realtà a cominciare da un’idea, dimostrando che solo la nostra mente, l’immaginazione, sopperisce alla penuria di realtà. Sono le storie di sempre ma con un nuovo finale. Non succede niente. Manhattan ha brevettato il finale senza climax, un palco dove si accumulano disastri possibili che, però, non si verificano. ore 19:00 La tana della tigre presentato da Progetto Target scritto, diretto e interpretato da Mario Mantilli Italia, oggi. Un ragazzo entra in un negozio elegante. Cerca un regalo. Scambia uno sguardo con un uomo. Lo riconosce. L’uomo viene da un tempo lontano. La sua infanzia, in un altro paese. Un paese che non esiste più. Jugoslavia, anni 90. Un bambino vive con la famiglia nella casa lasciata dai nonni nel quartiere “bene” della capitale. I suoi genitori sono professori universitari, attorno a loro si moltiplicano le residenze di politici, diplomatici e nuovi arricchiti dal passato oscuro. Il più temuto di tutti è un grosso uomo d’affari che arrivato nel quartiere ne diventa subito il padrone. L’uomo ha sette figli, avuti da quattro donne diverse. Il bambino diventa amico di uno di loro, e inizia a frequentare la villa dell’uomo d’affari. Una favola nera: l’infanzia di un bambino che cresce entrando e uscendo dalla tana dell’orco, giocando a nascondino nel castello di barbablù. E che a distanza di anni riconosce dietro facce rispettabili i mostri che lo spaventavano quando era piccolo. ore 19:40 Si l’ammore no presentato da amnesiA vivacE/Kataklisma un progetto di e con Daniele Timpano e Elvira Frosini disegno luci Dario Aggioli registrazioni audio a cura di Marco Fumarola e Dario Aggioli Le compagnie amnesiA vivacE e Kataklisma congiunte in un progetto unico, nato in occasione di una collaborazione per una performance "site specific", incentrata sull'amore nell'immaginario collettivo, tra cliché, misoginia, pornografia, femminismo, sdolcinatezze e melensaggini. Un attore e un'attrice attraversati e scossi dai più disparati materiali: da Faccetta nera a Little Tony, dalla Cena delle Beffe di Sem Benelli e le canzoncine anni Trenta a Frank Zappa, da Goethe e Cavalcanti a Beautiful e Totò, passando per gli Harmony e il Vangelo. La mamma è sempre la mamma? La donna è una madonna? E l'uomo è cacciatore? domenica 23 novembre
ore 11:00 Sul confine presentato da Compagnia Di Luca-Setti-Stano con la collaborazione di Laura Casati di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano con la collaborazione di Laura Casati con Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti Buio. Un uomo corre, in affanno, cerca qualcosa. Forse è inseguito. Sabbia, deserto ovunque. Ma non è solo, qualcuno si agita a pochi metri da lui. Poi l’alba, all’improvviso. Tra loro, al centro, due paia di scarpe bianche. Non si conoscono, ma forse si sono già visti prima. Qualcosa nei loro occhi li unisce nel profondo. Come sono arrivati lì? Perché? Perché insieme? Ricordare è difficile. Poche immagini cui aggrapparsi. Dai vestiti sembrerebbero soldati. L’incubo di essere impazziti, il sospetto di essere spiati o vittime di esperimenti. Intraprendono, così, un coraggioso viaggio nella memoria. Polaroid di vita bruciano nella mente. Un fiume che attraversa il deserto racchiude misteri: l’omicidio di un uomo, il suicidio di una donna. Si accorgono di essere “sul confine”, tra luce e buio, vita e morte, tra ricordi da espiare e scarpe bianche da calzare. La luce intorno è fioca, il tempo non cambia, nulla li intacca… poi la verità. ore 11:40 L'histoire de ma mort. Preparativi per la scena madre presentato da Bubamara Teatro di Paola Marcone con Enrico Falaschi, Paola Marcone, Moreno Petroni L'histoire de ma mort è la riesumazione di Ofelia. È lei che ci introduce al senso di chi sceglie di levar la mano su di sé per uscire da un regime oppressivo, che toglie la libertà e le prospettive. Che sia dittatura di destra, governo totalitario di sinistra, stato teocratico integralista: quando la vera tragedia è non avere più alcuna speranza e essere incapaci di trovare una reazione risolutiva, per alcuni non rimane che un ultimo gesto, spettacolare e definitivo. Accomunati dall'estrema volontà di organizzare la propria morte come una performance che lasci un segno, incarnano un urgente tentativo di imbastire una nuova riflessione collettiva. Forse sono solo narcisi forsennati, forse solo inutili eroi, sicuramente raffinati interpreti di un’idea fondante, quella che vede nel corpo l’azzeramento di tutte le ideologie. E al centro di un’agorà mediatica il sacrificio a cui puntare gli occhi. Così per Lauro de Bosis, Jan Palach e Wafa Idris. ore 12:20 Immobili presentato da Giulio Costa scritto e diretto da Giulio Costa, con Elsa Bossi A S.Vito di Spilamberto, in provincia di Modena, c’è una Casa del Popolo chiamata Rinascita. Il nome dell’edificio, inaugurato nel 1949, rievoca una cooperativa di consumo fondata 40 anni prima e distrutta da una squadra fascista nel 1921. La decisione di ricostruire questo luogo venne presa nei giorni successivi alla Liberazione con la volontà di riprendere una storia interrotta. Oggi, a 60 anni di distanza, Rinascita è stata messa in vendita e il suo destino è nuovamente a rischio per la realizzazione di un intervento residenziale. Ma quante case Rinascita sono già state abbattute? Quanti luoghi pubblici sottomessi alla mobilità del mercato immobiliare? Come cementare l’importanza dell’aggregazione sociale? Forse attraverso la parola, la testimonianza delle pietre, del cemento, delle mani, di chi l’ha costruita, di chi l’ha vissuta, di chi l’ha voluta, di chi non la vuole più, di coloro che coltivavano la speranza di un futuro comune e che non immaginavano invece un futuro a schiera. ore 13:00 Unbalance presentato da Michela Minguzzi coreografia di Michela Minguzzi. con Virginie Lescouet luci di Andrea Mordenti costumi di Michela Minguzzi. musiche di Christian Ravaglioli Lo sbilanciamento inteso come l’oltrepassare i limiti della prudenza nel parlare o nell’agire. L‘idea è nata leggendo On the road e I sotterranei dello scrittore Jack Kerouac. On the road racconta la storia di due ragazzi immersi nel vortice dello “sbilanciamento“ verso un continuo avanzare, vagare, viaggiare cercando di cancellare l’ombra della noia e della morte, nella speranza di raggiungere uno stato di “beatitudine“. “Beatific“ deriva dalla desinenza “beat“, cioè diverso, emarginato, battuto e sconfitto, ma per una scelta esistenziale di estraneità verso il mondo basato sul consumismo e sulla carriera. I Sotterranei narra invece la storia d’amore fra Jack e Mardou. L’obiettivo dello sviluppo coreografico sfocia nella consapevolezza del “buio”. “Buio“ inteso come il vivere nel non sapere quello che può accadere, l’imparare a vivere senza una meta... Imparare a vivere un momento d’incertezza, imparare a lasciare il certo per l’incerto. Il lasciare andare il corpo ad un movimento libero senza canoni e regole. Corpo proteso, corpo curvo, corpo in equilibrio precario... in appoggio sulle giunture fisiche. La musica è l’oggetto dello sbilanciamento. Il corpo è traballante, ma non cade. Il corpo è sospeso, ma non svanisce. Il corpo è a terra ed è attivo. ore 13:40 Betrayal trauma presentato da Giano e Gramigna_ct Alessandro Pintus, Valerio Malorni, Marco Sabatino, Donato Simone Simona Pietrosanti, Manuela Giovagnetti Luci e musiche di Giano e Gramigna_ct Brevi estratti dal Giulio Cesare di W. Shakespeare Le due formazioni di artisti performativi, Giano e Gramigna CT, progettano insieme un atto teatrale che richiede l’intervento di una quindicina di artisti (registi, videomakers, attori, danzatori). I due gruppi sono stati attratti da una forza gravitazionale che ha come centro il tema del “tradimento”. Inteso come febbre emotiva, una temperatura morale che si avverte quando la realtà diviene insostenibile. Giano e Gramigna CT propongono la creazione di uno strumento di pensiero - un manufatto abitabile - come monumento pensante al nucleo archetipico del tradimento contemporaneo. Bruto, Cassio, Cesare. Gli autori del misfatto divenuti mitologici sono prigionieri in questo corpo trasparente. Il manufatto è solitario, immerso nello spazio lasciato vuoto dal potere maschile da esso rappresentato. Un luogo abitato da figure femminili che intuiscono la Fine. Tradiscono se stesse, immote. Garantiscono l'esistenza degli “dei” autoreclusi. Il betrayal trauma ha luogo quando la fiducia umana viene tradita da persone o istituzioni da cui dipende. ore 17:00 Mitigare il buio fuori presentato da Francesca Sangalli autore e regista Francesca Sangalli collaborazione alla regia Serena Di Gregorio, Stefania Ugomari di Blas, Massimiliano Speziani con Francesca Sangalli, Stefania Ugomari di Blas, Serena Di Gregorio musiche in collaborazione con Noura Una vicenda che potrebbe essere ambientata nel 2010, anno nel quale è previsto un aumento del consumo dell’eroina dal 10% dei tossicodipendenti al 20%. La storia racconta di tre ragazze di diciassette anni che in seguito a dolori tipici della fase adolescenziale, decidono di rinunciare alla vita reale e di cercare, più o meno inconsapevolmente, di dare un senso alle proprie giornate entrando nel circolo della dipendenza. Cercare di mitigare l’effetto dell’ansia dei propri pensieri. Racconto di tre persone di diversa estrazione sociale, ma di uguale problematica: una di loro è una ragazza perfettamente “integrata”, una è immigrata e la terza viene da una famiglia disagiata. L’autrice ha scritto una storia breve, di circa trenta pagine, materiale di partenza, in cui ha raccolto il racconto di tre persone conosciute a Milano. Si è ispirata anche alla fotografia intensa e intima di Jessica Dimmock (Nono piano). ore 17:40 Installazione per corpi-bomba presentato da Alexsandro Araujo Guerra soggetto di Alex Guerra regia di Alex Guerra in collaborazione con Maurizio Formigoni interprete creatore Maurizio Formigoni luci, scene, costumi, video Alex Guerra e Maurizio Formigoni musiche di B. Eno e P. I. Tchaikovsky Architettura, oggetti, corpi - di per sé già connotati da relazioni drammaturgiche, proprie di un ambiente - saranno utilizzati per la costruzione di un’installazione a creare nuove drammaturgie e composizioni di significati inesplorati. Il lavoro è più specificamente una ricerca di stati fisici, intendendo con stato fisico un congiunto di successive alterazioni nel paesaggio corporeo prodotte dal continuo dialogo e permeabilità tra corpo e ambiente. Senza puntare a un prodotto pronto e finalizzato, bensì a un processo privo di linee narrative e soluzioni assolute, si cercherà una composizione mobile, multiforme, adattabile, nella finestra che si apre tra l’idea dell’azione e l’atto: il momento presente. In questo senso InstallazIone per corpi bomba esalta il significato d’instabilità, d’urgenza, di attimo critico. Innesco ed esplosione sono gli estremi entro cui è ancora possibile dirottare l’azione, dando una nuova visione ai fatti, rendendo vivido l’atto creativo. È la ricerca di un evento che cambia la direzione della storia laddove storia sta per sequenza di eventi, anche piccoli. Un evento che modifica o intensifica la realtà, indipendentemente dalla sua durata nel tempo. |
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