BIOGRAFIA
Dante Cappelletti nasce a Piancastagnaio (in
provincia di Siena) il 15 dicembre 1946 in una famiglia contadina che asseconda
con sacrificio ed entusiasmo il suo desiderio di studiare, forte fin da
bambino.
Dopo la laurea conseguita all’Univeristà di Roma “La
Sapienza” con una tesi sul ruolo dell’attore (relatore il prof. Luciano
Codignola) inizia la sua attività di docente sia all’Università come assistente
alla cattedra di “Storia del teatro e dello spettacolo”, sia presso le Scuole
Superiori. Tra i suoi incarichi spicca quello di insegnante di Lettere al Liceo
“Tasso” di Roma.
Attratto in principio dal cinema e dalla televisione, al
cui studio dedica un volume del periodico Bianco e Nero intitolato Canzonissima
71 (Anno XXXII, nn. 11/12, 1971), si avvicina al teatro attraverso il mezzo
televisivo e radiofonico curando alcune trasmissioni (tra le pochissime
realizzate dalla Rai), tra le quali Palcoscenico, Dietro le quinte,
Chiave di lettura, Trenta anni della nostra storia.
Inizia in quegli anni una intensa e diffusa
collaborazione con giornali e riviste specializzate. In particolare, la
collaborazione con la rivista diretta da Diego Fabbri Il Dramma (di cui
diventerà capo-redattore) sarà la più importante e significativa.
Contemporaneamente consolida il ruolo di autore di
sceneggiature televisive e di drammi teatrali (Lazzaretti. Perché? in
collaborazione con Mario Guidotti, Monticchiello 1978, e La ragazza di
Giuseppe) e cura le prime due edizioni del festival Amiata Estate tra il
1983 e il 1984.
Diventa Ricercatore presso la cattedra di “Storia del
teatro e dello spettacolo” presso l’Università di Roma “La Sapienza” e subito
inizia un percorso di approfondimento, attraverso una serie di studi, dei
problemi inerenti i rapporti tra scena e comunicazione di massa. In seguito ha
indirizzato i suoi studi nell’area del teatro contemporaneo da Ibsen alle
avanguardie sperimentali italiane degli anni 80.
Tra i suoi saggi pubblicati in quegli anni vi sono
due studi dedicati al teatro popolare e contadino di Monticchiello (Il
teatro povero di Monticchiello, Images 70, Padova 1974; e Teatro in
piazza, Bulzoni, Roma 1980); un importante saggio teorico sul teatro
sperimentale (La sperimentazione teatrale in Italia tra norma e devianza,
ERI, Torino 1981); una raccolta di scritti pubblicati su Il Dramma in
cui traccia le vicende teatrali comprese tra il 1977 e il 1985 (Applausi e
foto ricordo, Alfamedia, Roma 1985).
Nel 1983 scrive la prefazione delle opere complete di
Diego Fabbri edite da Rusconi.
Nel 1988 pubblica una biografia di Vittorio Gassman
di cui ripercorre l’intera carriera (Vittorio Gassman. Solitudine di un
mattatore, Editalia, Roma 1988).
Tra il 1988 e il 1989, sempre a “La Sapienza”, passa
a insegnare “Metodologia e critica dello spettacolo”, mentre prosegue il lavoro
di critico militante, cominciato sulle pagine di Paese Sera, attraverso
le pagine degli spettacoli del quotidiano Il Tempo, attività che gli
consente di girare per l’Italia, e non solo, documentando e raccontando le
tante storie del mondo del teatro.
Per molti anni è giurato del Premio Internazionale
Flaiano di Pescara per la sezione teatro; ed è membro della giuria dei
prestigiosi Premi Ubu.
Stabilisce contatti con il mondo teatrale tunisino
(Teatro Nazionale di Tunisi) e con quello egiziano (Festival del Cairo), con i
quali negli ultimi anni ha frequenti scambi e collaborazioni.
Contemporaneamente avvia le ricerche per la stesura
di due libri - il primo sulla figura di Pier Paolo Pasolini e l’altro, suo
sogno nel cassetto, sul teatro di Anton Cechov.
Negli ultimi anni della sua vita si trasferisce nel
nuovo ateneo “Roma Tre” presso la cattedra “Teorie e tecniche della
comunicazione di massa”.
La morte lo coglie il 17 ottobre 1996, alle soglie
del suo cinquantesimo compleanno.
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