Addio a un altro pezzo di programmazione

05.06.2004 - Mariateresa Surianello

L’Eti ha presentato i cartelloni di Quirino e Valle, le due sale romane che gestisce. Nella stagione 2004-2005 escono di scena i “Percorsi Internazionali”, ultimo retaggio della passata gestione dell’Ente teatrale italiano


Roma - Se Mico Galdieri, in veste di presidente, si prodiga sistematicamente in lunghi e paternalistici interventi, spesso pieni di buoni propositi verso i soggetti del teatro che si agitano da mesi, la sua collega Angela Spocci - con la quale divide i vertici dell’Eti - spende pochissime parole anche in occasione della conferenza stampa di presentazione della stagione 2004-2005 delle due sale romane che l’Ente gestisce. Dal direttore generale ci si attenderebbe qualcosa in più oltre alla mera enunciazione di titoli di spettacoli, seguiti dall’invito sul palcoscenico, al tavolo degli oratori, del regista o dell’attore appena citato. Si pretenderebbe l’esposizione di una linea programmatica, anche - e specialmente - in tempi di crisi come questi che l’Eti sta attraversando. Spocci l’altra mattina al Quirino ha perso un’opportunità, per mettere - o per tentare di mettere - a tacere i cori che inneggiano alla chiusura di questo Ente pubblico, data la sua inutilità per il teatro italiano.
Rimandiamo al sito dell’Ente teatrale (www.enteteatrale.it) per i cartelloni di Quirino e Valle, mentre vogliamo qui sottolineare la soppressione di quello che era rimasto l’ultimo retaggio della passata gestione dell’Eti, i Percorsi Internazionali, fiore all’occhiello per tutto l’Ente, nonché espressione di professionalità di figure come quella di Donatella Ferrante, tra le persone più affrante dalla perdita di quest’altro pezzo di programmazione. Per gli spettatori romani, poi, i Percorsi Internazionali si configuravano come uno degli scarsi momenti nella capitale di conoscenza del teatro extra italiano.
Ecco perduta un’altra funzione dell’Eti. E i motivi addotti da Galdieri non certo tranquillizzano gli animi, avendo spiegato il presidente che l’abbandono dei Percorsi si deve alla volontà di non interferire con l’attività di Romaeuropa, un organismo - e speriamo che qualcuno ci contraddica - privato. Ma presidente, lei siede sulla poltrona più alta dell’istituzione teatrale italiana, non dica poi che sono tutti contro di lei!

 

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