NUOVO CONTENITORE TOSCANO

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Roma – Soldi pochi, pochissimi, e finanziamenti inesistenti: queste le condizioni di partenza di quella che, forse un poco pomposamente è stata battezzata “Prima Biennale di Arte Contemporanea di Porto Ercole”, ed è stata ambientata nel suggestivo presidio spagnolo Forte Sella, risalente al diciassettesimo secolo. L’evento si svolge dal 9 al 17 settembre, e comprende un mix di arte, danza, musica; parimenti miscelate sono le intenzioni compositive ed espositive, mancando, per scelta deliberata del direttore artistico Andrea Bezziccheri, una linea di omogeneità nelle proposte.
Così la sezione propriamente artistica (vernissage per sabato 9 settembre, così come annunciato nella conferenza stampa di presentazione romana del 7) presenta pittori, scultori e fotografi (in tutto 16) non uniti da comune ispirazione; vale lo stesso discorso per l’interessante cartellone di danza (curato da Maria Borgese) che si apre il 9 con la compagnia Oo – y – o proveniente da Amsterdam, prosegue con Percorsi al femminile, di e con Francesca Lacava e, a seguire, con Marsa Xlockk, una coreografia della stessa Borgese (entrambi gli spettacoli il giorno 10). Mercoledì 13, un numero coreografato da Fabrizio Favale, Vent the perfect place; il 14, L’ospite celeste, ideato da Rachele Caputo.
Il programma musicale, a cura di Oscar Bianchi, verte in modo esplicito sul Novecento e sulla contemporaneità, potendo usufruire, anche a causa della ristrettezza del budget che caratterizza l’intera manifestazione, di numeri che vanno dall’uso del pianoforte a formazioni elettroacustiche. Con autori spesso presenti alle esecuzioni, nella ricerca di contatto e dialogo con gli spettatori.
La sezione propriamente teatrale (curatore Pierpaolo Sepe) offre nomi selezionati da quello che è stato definito come un vero panorama della sotterraneità, dove convivono giovani con professionisti che fanno teatro da almeno quindici anni: Prove aperte, di Maximilian Mazzotta inaugura, il 10, la serie; l’11, Oratorio per i Cenci, improvvisazione musical – verbale di Antonio Bilo Canella. Apriti cielo! (preludio), è un titolo, in scena il 13, di Luca Nicolaj, seguito, il giorno dopo, da Otello (o la gelosia di Jago), di e con Michele Sinisi, per la regia di Ascanio Celestini. L’Ebreo di Malta, sabato 16, è un titolo ancora di Maximilian Mazzotta, tratto da Marlowe; Nella giornata di chiusura di domenica 17, due proposte: Indeterminati articoli, di Lorenzo Serra, e De Eliogabalo, una performance tratta da Artaud, che vede una regia a più mani. (F.Be.)