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MEDEA, UNA ‘DIVERSA’ SVUOTATA E DISPERATA

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a1n21med1Napoli – Nell’Officina meccanica dell’ex Italsider di Bagnoli, debutta questa sera Libera Scena Ensable con Medea, trasposizione drammaturgica firmata da Renato Carpentieri del celebre romanzo di Christa Wolf. Protagonista della messinscena è Barbara Valmorin, alla quale il regista consegna questa figura simbolo della “diversità”.
Della “barbara” capace di compiere atti estremi Carpentieri recupera l’aspetto demitizzato, riscrivendone i tratti e lasciandola agire senza nostalgia di una cultura genuina e innocente. E’ una donna che abbandona la sua terra <<ormai perduta e corrotta>>, per protesta verso il padre Eeta, re violento e sanguinario, e non per passione verso Giasone. A Corinto, città dominata dalla sete di denaro, lo stesso si ritrova estranea, selvaggia come nella sua terra, proprio perché capace di vedere e di agire in piena integrità. <<Medea non è un’infanticida – spiega Carpentieri – piuttosto, evidente a1n21med2 nella rilettura della scrittrice tedesca, assume il ruolo di capro espiatorio, di vittima nelle lotte di potere>>.
La messinscena, realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli (Assessorato all’Identità), è costruita “cinematograficamente”. Passato e presente si fondono in un unico spazio che è contemporaneamente Corinto e la Colchide, l’atrio del Palazzo e il suo esterno. Così come nella struttura narrativa del romanzo, che alterna in diversi capitoli la descrizione dei sei personaggi, in scena i sei protagonisti compiono un uguale percorso monologante, dialetticamente legati a Medea, svuotata e disperata eroina. Non più maga e “nipote del dio sole”, ma ricondotta all’umano.
a1n21med3Medea, “colei che porta il buon consiglio” (dice il suo antichissimo nome) <<capisce il presente perché in possesso della conoscenza del passato – conclude Carpentieri – e ne spiega le sue ragioni attraverso un sapere femminile radicato in una matrilinearità che non scinde pensiero e corpo, logos e sentimenti>>.
Lo spettacolo con le scene di Lea Carpentieri (da un’idea di Massimo Bellando Randone), i costumi di Annamaria Morelli e le musiche originali di Nicolò Casu, resterà in scena a Bagnoli fino al 17 settembre.

 

Insieme a Barbara Valmorin nel ruolo di Medea, partecipano alla messinscena Alvia Reale (Agameda), Roberta Spagnuolo (Glauce), Francesco Biscione (Giasone), Enzo Salomone (Acamante), Lello Serao (Leuco), oltre a Federica Bonavolontà, Antonio D’Avino, Patrizia Di Martino, Franca Esposito, Giancarlo Gnolo, Gustavo La Volpe, Pino L’Abbate, Peppe Miale, Carmen Pommella, Armando Rebollo, Giovanna Rossi, Nunzia Schiano, Mari Siragusa, Nicola Sisti Aymone, Carla Taranto, Marcella Vitiello.