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IL LAICO E DISPERATO DOLORE DI DUE MADRI

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a1n3pietaRoma – Era andato in scena lo scorso anno, prima a Orvieto e poi a Betlemme, questo Stabat Mater firmato da Vincenzo Cerami e Nicola Piovani. Inserita ora nelle programmazioni giubilari, in particolare nel Festival di Pasqua, La pietà arriva al Teatro Quirino di Roma dall’11 al 19 aprile. La cantata (i versi sono di Cerami, mentre la musica è di Piovani) che si sviluppa attraverso una voce recitante (quella di Gigi Proietti, nelle prime quattro repliche, e, nelle successive quattro, di Mariano Rigillo), due voci femminili (Rita Cammarano e Ami Stewart) e orchestra (Aracoeli, diretta dallo stesso Piovani), è una rivisitazione della sequenza liturgica della Madonna davanti alla Croce, a partire da quella attribuita a Iacopone da Todi.

Un soggetto religioso, quindi, che nelle intenzioni degli autori approda in un contesto profano, dove le due madri – una bianca e una nera – piangono la morte dei propri figli, uguali di fronte ad una morte segnata. Si crea così una sovrapposizione di due realtà territoriali e sociali diverse, l’opuleto Occidente in cui si muore di overdose e l’Africa della malnutrizione e della morte per fame. La Pietà, mentre utilizza insieme codici alti e popolari, vuole levarsi ad atto d’accusa contro un sistema economico spietato che consuma indifferente ed egoista anche le razioni degli “altri”.
L’Orchestra, di venti elementi classici e jazz, accompagna nei sei movimenti il canto soul di Stewart e la voce da soprano melodrammatico di Cammarano, fino farle scorrere unite in un unico dolore.
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