PREMIO RENATO NICOLINI

A GIOVANNA MARINI IL PREMIO TUTTOTEATRO.COM “RENATO NICOLINI” 2015 – IV edizione

+

Lunedì 29 febbraio al Teatro Argentina, una giornata di riflessione sullo stato dello spettacolo  italiano. In collaborazione con il Teatro di Roma.

Lunedì 29 febbraio 2016 al Teatro Argentina di Roma sarà consegnato il Premio Tuttoteatro.com Renato Nicolini (IV edizione), nato per segnalare una personalità della cultura che si sia distinta nella progettazione, nella cura e nel sostegno delle attività culturali e artistiche, esprimendo col suo operare un rinnovamento delle dinamiche relazionali e della stessa politica culturale.

La giuria del Premio, composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Massimo Marino, Laura Novelli, Attilio Scarpellini e Mariateresa Surianello, ha deciso di assegnare il Premio Tuttoteatro.com Renato Nicolini 2015 a GIOVANNA MARINI, musicista, compositrice, cantante, etnomusicologa, pedagoga e operatrice culturale. Ha collaborato con i nomi più importanti dello spettacolo italiano ed internazionale. Ma è stata soprattutto interprete delle lotte sociali e civili, riscoprendo e reinventando la memoria della musica popolare, con lo sguardo rivolto al futuro nella ricerca e nella formazione di nuove generazioni.

Per Tuttoteatro.com il 2015 resterà l’anno di una grave mancanza nelle sue attività statutarie.  Il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti non si è potuto svolgere a causa del disinteresse, delle alternanze politiche e dei vuoti istituzionali, in particolare, romani. Il Premio, che ha messo in evidenza e dato supporto a progetti di spettacolo inediti di artisti e compagnie per undici edizioni consecutive, ha subito un arresto forzato, ma in questo 2016 l’associazione intende riprendere il cammino nella promozione e nel sostegno della scena contemporanea.

 

Lunedì 29 febbraio 2016 – programma della giornata

TEATRO ARGENTINA

ore 17.30

L’inverno del nostro sconcerto. Cifre, parametri, corsi e ricorsi, nella riscrittura del sistema teatrale italiano. Arriverà mai l’estate? O almeno il sole di York?

Incontro pubblico condotto da Gianfranco Capitta

Saluto di Antonio Calbi, direttore Teatro di Roma

Intervengono Massimiliano Civica (regista), Ninni Cutaia (direttore generale Spettacolo dl vivo – Mibact), Natalia Di Iorio (direttrice di festival e organizzatrice), Oberdan Forlenza (magistrato ed ex presidente del Teatro di Roma), Carlo Fuortes (sovrintendente al Teatro dell’Opera di Roma), Silvia Rampelli (coreografa, fondatrice del gruppo Habillé d’eau), Vincenzo Vita (ex parlamentare, presidente dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico).

 

ore 20.30

Consegna del Premio Tuttoteatro.com Renato Nicolini 2015

A seguire concerto di GIOVANNA MARINI

con il coro del Corso di Estetica del Canto Contadino tenuto da Giovanna Marini e Patrizia Rotonda alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio.

 

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

INFO 334 1255354

www.tuttoteatro.com

Comunicazione Carla Romana Antolini

393 9929813 – crantolini@gmail.com

GIOVANNA MARINI

Giovanna Marini -

Nata a Roma da una famiglia di musicisti si diploma in chitarra classica al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1959 e si perfeziona con Andres Segovia.

All’inizio degli anni Sessanta incontra un gruppo di intellettuali fra cui Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Roberto Leydi, Gianni Bosio e Diego Carpitella, e scopre il canto sociale e la storia orale cantata. Nel 1964 Bella Ciao, spettacolo di canto politico e sociale, dato a Spoleto con grande scandalo per un pubblico molto chic e poco abituato, le dà la possibilità di cantare e raccogliere canti popolari in giro per l’Italia, nelle situazioni sempre incandescenti degli anni Sessanta. Partecipa allora alla storia del Nuovo Canzoniere Italiano cantando con i gruppi formati per l’occasione da cantautori politici come Ivan Della Mea, Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli, ma anche cantanti contadini come Giovanna Daffini (ne impara l’emissione vocale e il repertorio), il Gruppo di Piadena, i con il poeta Peppino Marotto (da cui impara l’arte dell’improvvisazione) e da tanti altri cantori e cantastorie come il pugliese Matteo Salvatore. Con l’Istituto Ernesto De Martino, Giovanna Marini porta avanti la raccolta di canti di tradizione orale e il loro studio e trascrizione, inventando a questo scopo un sistema di notazione musicale. Questo suo lavoro di trascrizione e poi d’arrangiamento le permetterà in seguito di trasportare la memoria cantata sul palcoscenico.

Continuando la ricerca musicale e il suo impegno negli spettacoli e iniziative del Nuovo Canzoniere come Ci ragiono e canto, di cui Dario Fo cura la regia, cresce il suo gusto del teatro, dell’affabulazione teatrale, dello stare in scena. E nel 1965 incomincia a comporre lunghe ballate che raccontano la sua esperienza (da Vi racconto l’America a Chiesa Chiesa) e che interpreta sola in scena accompagnandosi con la chitarra.

Nel 1974, con un gruppo di musicisti anch’essi provenienti da percorsi non tradizionali, fonda la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma. Sono Giancarlo Schiaffini, Michele Iannaccone ed Eugenio Colombo, per i quali scrive – oltre che per cinque voci – La grande madre impazzita nel 1979. Da quel momento affronta la scrittura per strumenti e voci.

Parallelamente al suo sviluppo di compositrice, Giovanna Marini ha sempre continuato l’insegnamento dell’etnomusicologia applicata al canto di tradizione orale italiano presso la SPMT, e dal 1991 al 2000 anche presso l’Università di Paris VIII – Saint Denis, e in numerosi seminari in Italia e all’estero. Con i suoi allievi di Roma e Parigi compie viaggi di studio per ascoltare e registrare i canti di tradizione orale ancora presenti in Italia nelle feste religiose o profane.

E’ nel 1976 che crea il Quartetto Vocale per il quale compone da allora le “Cantate” e con il quale si esibisce in concerti e tournées in Italia e all’estero: dalla Cantata “Correvano coi carri” alle recenti “Sibemolle” o “La Cantata del secolo Breve” presentata al Théâtre de Vidy nel 2001. I concerti del Quartetto Vocale sono il compimento di tutte le esperienze musicali di Giovanna Marini: ricerca sui canti di tradizione orale, insegnamento, composizione strumentale e vocale, scrittura individuale e collettiva.

La sua intensa attività musicale l’ha portata d’altro canto a comporre anche per il cinema, per registi come Loy, Maselli, Pietrangeli, e per la danza contemporanea con la coreografa Adriana Borriello.

Ma è in teatro che l’artista fa della propria musica un vero tessuto drammaturgico. Per le Troiane di Thierry Salmon sul Cretto di Burri a Gibellina, nel 1988, trova, per il testo originale di Euripide in greco antico, sonorità dell’est europeo, che divengono per le 35 attrici una sorta di “regia” parallela a quella di Salmon. Uno spettacolo storico entrato nella leggenda (e molto premiato) che Giovanna Marini volle vivere completamente, seguendo la compagnia lungo le diverse tappe europee di preparazione, e insegnando alle attrici come modulare parole e suoni.

Un’altra collaborazione teatrale è stata quella con Elio De Capitani, per una Orestea realizzata solo nelle prime due parti, ma soprattutto, a metà degli anni 90, con il “ripescaggio”, e messa in musica, di un giovanile testo teatrale pasoliniano in stretto dialetto friulano, I Turcs tal Friul, che si rivelò alla Biennale di Venezia una vera epifania.

E ancora a Gibellina, nel 2004, si è misurata con il teatro di Pippo Delbono, per un altro successo europeo che la vedeva in prima persona in scena, L’urlo.

Quello stesso anno pubblica da Rizzoli un libro scritto durante l’estate che racconta i viaggi collettivi di ricerca musicale fatti con allievi di nazionalità diverse, ma anche ricordi e pensieri sul lavoro svolto attraverso gli anni con il gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano.

Nel 2002 con Francesco De Gregori incide il disco Il Fischio del Vapore che si distingue per un numero di vendite eccezionale vincendo il Disco di Platino. Compone le musiche per Villarosa, dramma di Enzo Alaimo sull’emigrazione italiana nelle miniere nordeuropee. Nel 2006 porta in scena con l’attore Umberto Orsini La ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde, chitarra e voce su musiche da lei scritte sul testo inglese. E ancora, nel 2008/9 su richiesto del Théatre du Vidy, scrive le musiche per lo spettacolo La Fabbrica su testo di Ascanio Celestini, un altro successo europeo.

All’inizio di questa stagione, nell’ambito del quarantennale della morte di Pasolini, ha presentato per voce recitante e coro Sono Pasolini, suggestiva ed emozionante partitura sui testi giovanili in dialetto friulano del poeta.